Bibbia
Tema: Il fine della missione della Chiesa è la conversione alla comunione con Dio.

    

Introduzione
Papa Francesco dice che la fede si vede, si sente, si sa cos’è. La carità si fa, si sa cos’è. La speranza possiamo dire che è una virtù rischiosa, una virtù, come dice san Paolo, “di un’ardente aspettativa verso la rivelazione del Figlio di Dio”.
Non è un’illusione. Avere speranza è proprio questo: “essere in tensione verso questa rivelazione, verso questa gioia che riempirà la nostra bocca di sorrisi. I primi cristiani la dipingevano come un’ancora fissa sulla riva dell’Aldilà. E la nostra vita è proprio camminare verso quest’ancora.
Nel mese di maggio i battezzati e la gente di buona volontà di Vajont fanno esperienza della peregrinazione di Maria come occasione di incontro e fraternità e, quindi, come esperienza di comunione in Dio e con Dio.
La crisi della fede che la società vive si traduce in una crisi della speranza, ma manca la coscienza della vocazione a vivere in un rapporto di intima unione con Dio e che questa unione è proprio la vocazione prima e ultima dell’uomo.
Si spera che un giorno si possa vedere Dio ma non si ha coscienza che vivere secondo il Vangelo e seguire Cristo è già essere in comunione con Dio. La fraternità è vissuta come valore promosso da coloro che hanno fede ma non come “comunione in atto, tra fratelli in Dio e di tutti e ciascuno con Dio”.
In questo incontro vogliamo approfondire questo dono della speranza che ci ricorda la meta a cui siamo diretti.
PARTE PRIMA
Visione della realtà
Domanda:

PARTE  SECONDA
Illuminazione biblica
Ascoltiamo ora cosa ci dice la Sacra Scrittura in riferimento alle riflessioni che abbiamo appena condiviso rispondendo alle domande.
Sul piano umano, se una persona perde la speranza di realizzare determinati obiettivi che essa si pone come necessari per la propria esistenza può perdere la fiducia al punto da togliersi la vita. questo avviene perché la speranza è agganciata a obiettivi puramente umani.
Sul pano soprannaturale, invece, le cose sono diverse appunto perché la speranza è agganciata in Dio e quindi al di là del confine puramente umano.
La speranza, infatti, come  ancora posta sulla sponda della vita eterna sostiene e dà senso a tutte le situazioni umane per quanto disastrose possano presentarsi. Tali situazioni, se vissute con Cristo, non sono destinata a fallire. Ce lo fa capire il brano che ora ascolteremo.
Dal vangelo secondo luca                                                                            (6,20-26)
In quel tempo Gesù “Alzati gli occhi verso i suoi discepoli diceva: "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”.
Breve commento
Gesù invita gli apostoli a considerare che tutte le situazioni difficili che ostacolano il cammino sulla terra saranno superate quando raggiungeremo la meta della nostra vita che è l’incontro con Dio.
La crisi di fede che la società attuale sta vivendo si traduce pure in una crisi della speranza. Ma manca la coscienza della vocazione a vivere in un rapporto di intima unione con Dio e che questa unione è proprio la vocazione prima e ultima dell’uomo.
Si spera che un giorno si possa vedere Dio, ma non si ha coscienza che vivere secondo il Vangelo e seguire Cristo è già essere in comunione con Lui. La fraternità è vissuta come valore promosso da coloro che hanno fede ma non come “comunione in atto, tra fratelli in Dio e di tutti e ciascuno con Dio”.
PARTE  TERZA
Confronto e preghiera
Dopo aver lasciato parlare la Sacra Scrittura, confrontiamo ora ciò che essa ci ha detto in riferimento ai punti di vista che abbiamo espresso, rispondendo alla domanda che ci siamo posti all’inizio.
Domanda

(Ora facciamo un momento di silenzio e ognuno dia la sua risposta a Dio nel proprio cuore) 
Elementi di dottrina spirituale

Preghiera                       
Preghiamo insieme dicendo: Aumenta la nostra speranza!

PARTE  QUARTA
Impegno
Dopo aver invocato nella preghiera l’aiuto del Signore, cerchiamo di trarre qualche utile conclusione con il seguente impegno:
Domanda

     Secondo voi, sarebbe difficile programmare una visita mensile sulla tomba dei nostri     cari e chiedere a Dio di rafforzare la nostra speranza soprannaturale?
Conclusione
Si conclude con la recita del Padre nostro. L’immagine della Madonna e dell’Eucaristia viene consegnata alla famiglia che ospiterà il Gruppo o la CEB nel prossimo incontro.

 

 

 

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